Recensione: Le Sette Sorelle di Lucinda Riley - come iniziare una saga innamorandosi subito della storia ❤️
Leggere Le sette sorelle è un po’ come entrare in una serie TV lunghissima: all’inizio ti dici “solo qualche pagina”, e poi ti ritrovi 100 pagine dopo ancora con il libro aperto e la non voglia di smettere.
Le sette sorelle è una saga ed è il titolo del primo libro.
Lucinda Riley, la scrittrice, costruisce una storia che mescola misteri familiari, viaggi esotici e segreti sussurrati, con l’eleganza di chi sa benissimo come tenerti incollata.
Maia, la prima sorella e protagonista del primo libro, è la nostra guida in questo universo pieno di lettere enigmatiche, padri adottivi affascinanti e colpi di scena serviti con grazia, perchè quello che sembra ad un certo punto non è detto che sia vero. Tutto è un po’ più grande del reale: le emozioni, i luoghi, persino i drammi. Ed è proprio qui che il libro vince a mio parere. Non chiede realismo assoluto, chiede abbandono, fiducia di farsi accompagnare per mano nella storia.
È un romanzo che consola, intrattiene e crea dipendenza. A volte esagera, a volte indugia, ma lo fa con una sicurezza tale che glielo perdoni volentieri. È il classico libro che non ti cambia la vita, ma ti migliora le serate.
Perfetto per chi ama le saghe familiari, i segreti ben confezionati e le storie che ti fanno pensare: “ok, ancora un capitolo e poi basta, giuro...Forse..."
È anche il tipo di lettura ideale per staccare la testa, farsi coccolare da una trama generosa e promettere, ovviamente inutilmente, che non inizierai subito il volume successivo della saga, anche perchè la scrittrice è davvero brava a metterti la curiosità di iniziare il successivo subito.
Avviso non richiesto: crea affezione, curiosità e una strana voglia di conoscere tutte le sorelle, una alla volta, senza fretta.
Insomma, è comfort reading travestito da grande avventura familiare irresistibile moderna.
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