Il club dei delitti del giovedì è la prova che la pensione può essere più pericolosa di un vicolo buio.
Questo libro l'ho inziato dopo aver visto una assidua pubblicità dell'inizio delle riprese del film con un cast pazzesco.. e devo dire che mai scelta è stata più azzeccata, e come vedrete dai libri che metterò e vi descriverò, mi sono proprio appassionata sia della saga che di questo scrittore.
In un tranquillo residence per anziani in Inghilterra, quattro arzilli ultra 80enni trasformano tè, biscotti e torte fatte in casa in indagini serrate, dimostrando che l’esperienza batte la tecnologia, e che una buona crostata può nascondere un cervello affilato come un rasoio. Elizabeth, Joyce, Ibrahim e Ron sono detective per hobby, ma professionisti nel ficcare il naso dove non dovrebbero, con una grazia tutta britannica e una testardaggine degna di un toro in porcellana ( e una sfacciataggine incredibile direi in aggiunta).
Quando un vero omicidio irrompe nella loro routine settimanale, il gruppo passa da casi chiusi e parole crociate alle prove forensi con l’entusiasmo di chi ha finalmente trovato un passatempo all’altezza. Tra battute sagaci, colpi di scena e tazze di tè che si svuotano misteriosamente, il romanzo gioca con i cliché del giallo e li ribalta con eleganza. Il risultato è una commedia irresistibile, dove l’amicizia, anche di vecchia data, è l’arma segreta e l’età un superpotere sottovalutato. Si ride molto, si indaga ancora di più, e alla fine si chiude il libro con la segreta speranza di ricevere un invito al prossimo giovedì. Perché se il crimine non va mai in pensione, nemmeno questi quattro magnifici vecchietti hanno alcuna intenzione di farlo, e diciamocelo non glielo permetteremmo.
Attenzione questo libro crea dipendenza..il secondo era già sul mio comodino prima ancora di aver finito il primo..

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